CATECHESI

Catechesi di Don Luigi Maria Epicoco sacerdote, teologo e scrittore

Catechesi di Padre Raniero Cantalamessa dell'ordine dei Frati Minori Cappuccini | cardinale, teologo e predicatore

Catechesi di Padre Serafino Tognetti monaco sacerdote appartenente alla “Comunità dei figli di Dio”

Catechesi di Don Gianni Mezzasalma rettore del Seminario vescovile, parroco della parrocchia “S. Isidoro Agricola” in Ragusa, nonché referente della Diocesi di Ragusa presso il Seminario interdiocesano “Regina Apostolorum” di Catania e membro del Consiglio presbiterale 

TESTIMONIANZE

MISSIONE EUCARISTICA
testimonianza di Rosetta e Maria Rosa
Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù
30/05/2026

MISSIONE EUCARISTICA | testimonianza sulla adorazione eucaristica di Rosetta e Maria Rosa adoratrici della Cappellina SS. Salvatore durante la Messa presieduta da fratel Bernardo
Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù (Catania) 30/05/2026

Testimonianza di conversione
Canicattì [Ag] 17/05/2026

sono qui per offrirvi la mia testimonianza perché spero con tutto il cuore che possa aiutarvi ad aprirvi all'Unica vera fonte dell'Amore e della Salvezza, Gesù"
Canicattì [Ag] 17/05/2026
 

Testimonianze degli adoratori durante il
10° Convegno Regionale degli Adoratori delle Cappelle dell'Adorazione Eucaristica di Sicilia

Chiesa Santa Chiara
Canicattì 26/04/2026 

Testimonianze degli adoratori durante il
9
°CONVEGNO REGIONALE ADORATORI DELLE CAPPELLE DI ADORAZIONE EUCARISTICA IN SICILIA
Basilica Santuario di Maria SS, del Tindari
Tindari [ME] 02/06/2025

Testimonianze degli adoratori durante il
8
°Convegno Regionale degli adoratori delle Cappelle dell'Adorazione Eucaristica di Sicilia
Basilica Santuario Madonna delle lacrime Siracusa14/04/2024

Testimonianze degli adoratori durante il
7° Convegno Regionale degli adoratori delle Cappelle dell'Adorazione Eucaristica di Sicilia

Basilica Santuario Madonna delle lacrime Siracusa [SR] 23/04/2023 

Testimonianze degli adoratori durante il
5° Convegno regionale degli adoratori delle cappelle dell’Adorazione eucaristica perpetua della Sicilia

Palacongressi del Villaggio Mosè
Agrigento 15/04/2018

Testimonianze scritte dagli adoratori
Le testimonianze degli adoratori descrivono l'Adorazione Eucaristica come un'esperienza di guarigione interiore e pace profonda. Chi pratica l'adorazione riferisce di trovare sollievo nei momenti di difficoltà, un senso di calma nel silenzio e una forza rinnovata per affrontare la vita quotidiana

  • Testimonianza di Gaetano 

Cercavamo il paradiso, l'amore, cercavamo la gioia... ebbene! l'abbiamo trovato nella presenza di Gesù Pane di Vita, il "Tutto" perché in Lui tutto sussiste..

  •  Testimonianza di Agnese

Quando quella notte i miei figli uscirono per andare all'Adorazione io rimasi a pregare dicendo: "Ecco mio Gesù io li ho mandati da Te, ora, pensaci Tu!"

  • Testimonianza di Letizia e Davide 

 Il miracolo più grande, più evidente è stata la nascita del nostro bambino, dimostrazione inequivocabile della onnipotenza di Dio: quando tutti i medici ci dicevano di non avere speranze di concepimento, quando l’equipe di un tribunale ci etichetta come “non idonei” ad occuparsi di un bambino, quando persino i nostri confessori ci dicevano: “rassegatevi” ecco che Dio, a dispetto di tutti, ci dona il bene più prezioso: la vita e lo concede ad una mamma avanti negli anni, ad un papà umiliato e reietto, una coppia sicuramente non perfetta. 

  • Testimonianza di un adoratore

 Carissimi pellegrini sono bellissime le testimonianze che avete scritto, perché ci fanno capire che siamo parte del piano di Dio e che il nostro piccolo gli serve a fari grandi cose in noi e per i fratelli attorno a noi... 

 Testimonianza di Tony Vecchio

 Ho percepito la presenza viva del nostro Signore Gesù, che attraverso lo Spirito Santo era palpabile la sua presenza nei nostri cuori... 

  • I° Anniversario dell'Adorazione Eucaristica Perpetua 16/01/2018

  "Ti rendiamo grazie per tanta tenerezza, dal Tuo cuor trafitto doni l'acqua viva. Ti benediciamo  per tante meraviglie, Tu doni lo Spirito, Tu doni la vita"! 


  • Testimonianza di Federica Lavinaro

  "Io non avevo mai capito il significato dell'adorazione ma quel giorno sentii Gesù dentro il mio cuore". 

  •  Testimonianza di Giovanna 

 Ho scoperto l’Adorazione Eucaristica Perpetua in parrocchia e da quel momento un’ora di adorazione alla settimana, mi trovo con Gesù, nella notte dalle 2:00 alle 3:00”. 

  •  Da calvinista a prete della Chiesa Cattolica

  La testimonianza, della conversione da protestante Calvinista a prete, di Don Emanuele Massimo Musso, è stata inserita al fine di dare maggiore conoscenza di questa conversione e perché può essere utile ai fratelli sia cattolici sia protestanti 

  • Testimonianze Radio Maria

  Trasmissione di Radio Maria del 09 ottobre, con Don Alberto Pacini, con testimonianze di Pedara (CT), della Nuova Cappella de'Adorazione Eucaristica Perpetua 

  •  Testimonianza di Gisella 

  “voi non siete qui a caso ma Io vi ho chiamati uno ad uno” questa parola mi colpii perché io sapevo che non ero li per mia volontà ma. 

  

  • Testimonianza di Agostino 

 Ogni domenica durante la Consacrazione Eucaristica, dicevo al Signore Gesù di guarirmi, perché ho sempre creduto che in quel momento Gesù è presente in corpo e sangue. 

  •   Testimonianza di Don Bruno

  Nella mia parrocchia e nella mia vita di prete esplode una novità meravigliosa: l’adorazione eucaristica perpetua. Gesù si fa dono 24 ore su 24 grazie alla generosa disponibilità di circa 350 adoratori! 

  •  Testimonianza di Giovanni

  Adesso aspetto con gioia che arrivi il giorno e l’ora del mio turno di adorazione, per prostrarmi  ai piedi del mio Signore, dove con la certezza di fede, sono certo che Egli è presente nel Santissimo Sacramento dell’Altare... 

  • Testimonianze degli adoratori

 Testimonianze di alcune persone che hanno fatto esperienza dell'Adorazione Eucaristica 

Omelie


  • Omelia dell’Arcivescovo Mons. Luigi Renna della Santa Messa per l'inaugurazione della Cappella dell’Adorazione Eucaristica Perpetua nella Chiesa Santa Caterina V. M. Catania
  •  L’Eucaristia giovinezza della Chiesa [Sac. Calogero Calanni - AG 15/04/2018] 
  • Eucaristia  e  Misericordia   [Sac. Giuseppe Costanzo - Aprile  2016]

La misericordia di Dio non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fin dal profondo delle viscere per il proprio figlio."  S. E. Mons. Giuseppe Costanzo

  • II DOMENICA DI PASQUA  (Festa della Divina Misericordia)

 Accolgo la Misericordia di Dio accostandomi al Sacramento della Riconciliazione almeno mensilmente? O trascuro questo meraviglioso dono di Gesù? " 

  • DOMENICA DI PASQUA

""La morte è stata sconfitta. Il Dio nudo, appeso, il Dio sconfitto e straziato, il Dio deposto    sulla fredda pietra non è più qui, è risorto. Gesù è davvero vivo, risorto, presente per sempre". 

riflessione settimanale di P. Tonino


  • Adorazione V Domenica Quaresima anno B

 “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.”  
(Riflessione settimanale di P. Tonino)

  • L’Eucaristia, fonte e culmine di tutta la vita cristiana

750° Anniversario del Miracolo di Bolsena (1263) e della Festa del Corpus Domini (P. Raniero Cantalamessa)


  • Domenica delle Palme 

 

“non ritenne un privilegio l’essere come Dio, diventando simile agli uomini.”

riflessione settimanale di P. Tonino 


MIRACOLI EUCARISTICI

Miracolo Eucaristico a TORINO nel 1453

Nella Basilica del Corpus Domini a Torino, si trova una cancellata in ferro che racchiude il luogo dove si verificò il primo Miracolo Eucaristico avvenuto a Torino nel 1453. Un’iscrizione sul pavimento all’interno della cancellata descrive il Prodigio: «Qui cadde prostrato il giumento che trasportava il Corpo divino - qui la Sacra Ostia liberatasi dal sacco che l’imprigionava, si levò da se stessa in alto - qui clemente discese nelle mani supplici dei Torinesi - qui dunque il luogo fatto santo dal Prodigio - ricordandolo, pregando genuflesso ti sia in venerazione o ti incuta timore (6 giugno 1453)».

Nell'alta Val Susa, presso Exilles, le truppe di Renato d’Angiò si scontrarono con le milizie del duca Lodovico di Savoia. Qui i soldati si abbandonarono al saccheggio del paese ed alcuni entrarono in chiesa. Uno di loro, forzò la porticina del tabernacolo e rubò l’ostensorio con l’Ostia consacrata. Avvolse tutta la refurtiva in un sacco e a dorso di mulo, si diresse verso la città di Torino. Sulla piazza maggiore, presso la chiesa di S. Silvestro, ora dello Spirito Santo, sul luogo dove in seguito fa eretta la chiesa del Corpus Domini, il giumento incespicò e cadde. Ecco allora aprirsi il sacco e l’ostensorio con l’Ostia consacrata elevarsi al di sopra delle case circostanti tra lo stupore della gente. Tra i presenti c’era anche Don Bartolomeo Coccolo, il quale corse a dar notizia al Vescovo, Lodovico dei marchesi di Romagnano. Il Vescovo, accompagnato da un corteo di popolo e di clero, si portò in piazza, si prostrò in adorazione e pregò con le parole dei discepoli di Emmaus: «Resta con noi, Signore». Nel frattempo si era verificato un nuovo prodigio: l’ostensorio era caduto a terra, lasciando libera e splendente, come un secondo sole, l’Ostia consacrata. Il Vescovo che teneva in mano un calice, lo alzò verso l’alto e lentamente l’Ostia consacrata cominciò a ridiscendere, posandosi dentro il calice. La devozione per il Miracolo Eucaristico del 1453 fu subito assunta dalla Città che promosse dapprima la costruzione di un’edicola sul luogo del Prodigio, ben presto sostituita dalla chiesa dedicata al Corpus Domini. Ma l’espressione più significativa è costituita dalle feste organizzate in occasione dei centenari e dei cinquantenari (del 1653, 1703, 1753, 1853 e - in parte - 1803). Molti sono i documenti che descrivono il Miracolo: i più antichi sono i tre Atti Capitolari del 1454, 1455, e 1456 e alcuni scritti coevi del Comune di Torino. Nel 1853 il Beato Papa Pio IX celebrò solennemente il quarto centenario del Miracolo, cerimonia a cui parteciparono anche San Giovanni Bosco e Don Rua. Pio IX in quest’occasione inoltre approvò l’Ufficio e la Messa propri del Miracolo per l’arcidiocesi di Torino. Nel 1928 Pio XI elevò la Chiesa del Corpus Domini alla dignità di Basilica Minore. L’Ostia del Miracolo fu conservata fino al XVI secolo, finché la Santa Sede non ordinò di consumarla «per non obbligare Dio a fare eterno Miracolo col mantenere sempre incorrotte, come si mantennero, quelle stesse eucaristiche specie».

Ecco allora aprirsi il sacco e l’ostensorio con l’Ostia consacrata elevarsi al di sopra delle case circostanti tra lo stupore della gente... 

Miracoli Eucaristici a FIRENZE nel 1230 e nel 1595

 Nella chiesa di Sant’Ambrogio a Firenze, sono custodite le Reliquie di due Prodigi Eucaristici avvenuti nel 1230 e nel 1595. Nel Miracolo del 1230, un prete lasciò nel calice alcune gocce di vino consacrato. Il giorno seguente, tornando a celebrare la Messa nella stessa chiesa trovò dentro al calice delle gocce di sangue vivo rappreso ed incarnato. Il sangue fu subito raccolto in un’ampolla di cristallo. L’altro Miracolo Eucaristico avvenne il Venerdì Santo dell’anno 1595, quando, scoppiato un furioso incendio nella chiesa, restarono prodigiosamente intatte alcune Particole consacrate.

1230

Il primo Miracolo si verificò il 30 dicembre del 1230. Un sacerdote di nome Uguccione, terminata la Messa, non si accorse che alcune gocce di vino consacrato erano rimaste nel calice e si erano tramutate in Sangue. Lo storico Giovanni Villani fa un’accurata descrizione del Miracolo: «Il dì appresso, prendendo nuovamente il detto calice vi trovò dentro vivo sangue rappreso […] e ciò fu manifesto a tutte le donne di quel monastero e a tutti i vicini che vi furono presenti e al Vescovo e a tutto il chiericato e poi si palesò a tutti i Fiorentini, i quali, con grande devozione, vi si radunarono intorno per vedere e presero il sangue del calice e lo misero in un’ampolla di cristallo che ancora si mostra al popolo con grande riverenza». Il Vescovo Ardingo da Pavia ordinò di portare la Reliquia in Vescovado, e dopo poche settimane la restituì alle Suore del Monastero che la custodirono presso la chiesa di Sant’Ambrogio. Papa Bonifacio IX, nel 1399, concesse la stessa indulgenza della Porziuncola ai fedeli che avessero visitato la chiesa di Sant’Ambrogio e avessero contribuito ad adornare la Reliquia del Miracolo. Nel 1980 è stato celebrato il 750° anniversario del Prodigio. La Reliquia del Miracolo (alcune gocce di Sangue che misurano circa un centimetro quadrato) si conserva in un prezioso Ostensorio, collocato all’interno di un Tabernacolo in marmo bianco costruito da Mimo da Fiesole.

1595

Il Venerdì Santo del 1595 una candela, accesa sull’altare della cappella laterale, detta del Sepolcro, cadde a terra e la incendiò. La gente accorse subito per domare il fuoco e si riuscì a salvare il Santissimo Sacramento e il calice. Nel trambusto generale, dalla pisside che conteneva alcune Ostie consacrate, caddero sei Particole sul tappeto incandescente che nonostante il fuoco, furono ritrovate intatte ed unite tra loro. Nel 1628 l’Arcivescovo di Firenze, Marzio Medici, dopo averle esaminate, le trovò incorrotte e le fece dunque riporre in un prezioso reliquario. Ogni anno, durante le Quarantore che si celebrano a maggio, le due Reliquie vengono esposte insieme in un reliquario contenente anche un’Ostia consacrata per la pubblica adorazione. 

Miracolo Eucaristico di Rimini

 Nella città di Rimini, ancora oggi è possibile visitare la chiesa eretta in onore del Miracolo Eucaristico operato da Sant’Antonio da Padova nel 1227. Questo episodio è citato anche nella Begninitas, opera considerata tra le fonti più antiche sulla vita di Sant’Antonio. «Questo Sant’uomo discuteva con un eretico cataro che era contro il Sacramento dell’Eucaristia e il Santo l’aveva quasi condotto alla Fede Cattolica. Ma questo eretico, dopo i vari e numerosi argomenti dichiarò: “Se tu, Antonio, riesci con un prodigio a dimostrarmi che nella Comunione vi è realmente il Corpo di Cristo, allora io, dopo aver abiurato totalmente l’eresia, mi convertirò subito alla Fede Cattolica”. “Perché non facciamo una sfida? Terrò rinchiusa per tre giorni una delle mie bestie e le farò sentire i tormenti della fame. Dopo tre giorni la porterò fuori in pubblico e mostrerò ad essa il cibo preparato.
Tu starai di fronte con quello che ritieni sia il Corpo di Cristo. Se la bestia, trascurando il foraggio, si affretta ad adorare il suo Dio, io condividerò la fede della tua Chiesa”». Sant’Antonio, illuminato e ispirato dall’alto, accettò la sfida. L’appuntamento fu fissato in Piazza Grande (l’attuale piazza Tre Martiri), richiamando una immensa folla di curiosi. Il giorno fissato, all’ora convenuta, i protagonisti della inconsueta sfida fecero la loro apparizione sulla piazza, seguiti dai loro simpatizzanti. Sant’Antonio dai fedeli cattolici, Bonovillo (questo era il nome dell’eretico cataro) dai suoi alleati nella miscredenza. II Santo si presentò tenendo tra le mani l’Ostia consacrata chiusa nell’Ostensorio, l’eretico tenendo per mano la mula affamata. II Santo dei Miracoli,
dopo aver chiesto ed ottenuto il silenzio, si rivolse alla mula con queste parole: «In virtù e in nome del tuo Creatore, che io per quanto ne sia indegno, tengo nelle mie mani, ti dico e ti ordino: avanza prontamente e rendi omaggio al Signore con il rispetto dovuto, affinché i malvagi e gli eretici comprendano che tutte le creature devono umiliarsi dinanzi al loro Creatore che i sacerdoti tengono nelle mani sull’altare». E subito l’animale, rifiutando il nutrimento del padrone, si avvicinò docile verso il religioso: piegò le zampe anteriori davanti all’Ostia e vi sostò in modo reverente. Antonio non si era ingannato nel giudicare la lealtà del suo avversario che si gettò ai suoi piedi e abiurò pubblicamente i suoi errori, divenendo da quel giorno uno dei più zelanti cooperatori del Santo taumaturgo. 

Miracolo Eucaristico a  Lanciano  nel 750

 Siamo nel 750 circa, un monaco basiliano dubitava se nell' Ostia consacrata vi fosse il vero corpo di Cristo e se nel vino vi fosse il suo vero Sangue. Tuttavia, non avendo abbandonato la buona abitudine di pregare, chiedeva costantemente a Dio di eliminare quella piaga che gli avvelenava l' anima. Quindi, una mattina, mentre stava celebrando la Santa Messa, ancora immerso nel suo errore vide il pane trasformato in Carne e il vino in Sangue. Atterrito e confuso, dopo esser rimasto per un lungo tempo come rapito in estasi, con viso felice, seppure bagnato di lacrime, chiamando i presenti a vedere, disse: "Per confondere la mia incredulità, benedetto Dio ha voluto svelarsi in questo Santissimo Sacramento e rendersi visibile ai vostri occhi". Il miracolo è ancora visibile.